Chiamami sottovoce

Titolo: Chiamami sottovoce
Autore:  Nicoletta Bortolotti
Genere: Romanzo
Editore: HarperCollins (Link Acquisto)

 Commento del critico e poeta Claudio Ardigò

Un romanzo come opportunità per ripercorrere un’epoca attraverso gli occhi dell’autrice e della sua anima, un modo originale di interpretare i segni del tempo e di produrre cultura. Nicoletta ha testimoniato con intensità un tempo sconosciuto a noi contemporanei. Nessun lettore potrà restare indifferente alla passione, al coraggio, alla curiosità intellettuale, al gusto del vedere e del capire che ha animato l’autrice nella realizzazione di questo romanzo.


Recensione

Un romanzo scritto con la bellezza della poesia, dove ogni descrizione non è mai banale, anzi è esaltata dalla sua potenza. Un romanzo spietato sulla verità dei figli, nascosti, dei migranti, forse, proprio perché narrata, spesso, dal punto di vista dei bambini.

Un libro che parla di radici dimenticate e di ricerca che nasce proprio quando anche l’ultimo legame familiare sembra perdersi. Eppure questo libro fa come gli alberi che sembrano morti, quelli che hanno nuovi germogli ai piedi, da lì si può ricominciare: bisogna essere caparbi e forti innestatori di ricordi.

Questo è un libro che non si dimendica, un libro che probabilmente parla sottovoce, ma che non nasconde le verità anzi le rivela: alternando profumi di torte fatte in casa, di legna arsa, a volte troppo velocemente, come due giovani amici, che vivono appieno con genuinità, nonostante le avversità, ai piedi del gigante di pietra ch’è il San Gottardo.

“Chiamami sottovoce” è un libro dalle molte verità, una voce nuova, una nuova opportunità, per tutti i suoi personaggi. E anche per noi stessi. Un varco spazio-temporale sui giorni nostri.

Moka