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Finalisti della IV Edizione del Concorso Poetico Fotografico “Finestre sul mondo”

Quest’anno la Giuria ha scelto 10 finalisti della sezione A e 10 finalisti della sezione B.  Hanno partecipato alla selezione 200 Opere.

L’ordine con cui sono segnalati i finalisti, di entrambe le sezioni, non ha nulla a che vedere con la graduatoria ufficiale che sarà svelata solo durante l’evento del 24 marzo 2018 a Lesa (NO) presso l’Ex Società Operaia.

 

SEZIONE A – POESIA E FOTOGRAFIA

 

FAGGETA di BALDASSARE DIEGO

SILENZIO CRISTALLINO di CHIESURIN ALESSANDRO

COLORATO SILENZIO di DI STEFANO MAURA

FINESTRE DENTRO di FERRARA LAURA

A EMILY di GABRIELLI MATTEO

SENZA TITOLO di GAUDIANO VINCENZO

UNA FINESTRA SUL MONDO di MERONI GRETA

IL DUBBIO di NASTI BIAGIO & DEL VECCHIO MICHELE

ATTESA di PIVATO ORIELLA

LA FINESTRA DEL MONDO di ZIGLIA CAMILLA  & PELLEGRINO ROSSANA

 

 

SEZIONE B – RACCONTO BREVE E FOTOGRAFIA

 

TARAXACUM OFFICINALE di BONASIA GIUSEPPE

ACQUA di BRUSO’ FRANCESCO

UNA GRAN VOGLIA DI PUNIZIONE di CARDINI SONIA

IL REGALO di FELICIANI FRANCO

NON CI SONO LE PIU’ LE MANI di PARENTE LUIGI REMO

ESTASI NOTTURNA di PASQUINI ANNA

UNA FINESTRA A NEW YORK di ROSSI AURELIA

IL FRASTUONO DI UN NO di SASSAROLI MATTIA e DURANTE ELENA

FREDDO di TRIPODI FRANCO

LA LINEA BLU di VITALE MARIANNA & DRUDI FILIPPO

Giuria del Concorso Poetico Fotografico Edizione 2017-2018

La Giuria del Concorso per l’edizione 2017-2018 dal titolo “Finestre sul mondo” è così composta:

Claudio Ardigò – Critico Letterario  e Scrittore – Presidente di Giuria

Stefano Guarda – Poeta e Socio Fondatore

Fabio Rossi – Poeta e Socio Fondatore

Andrea Cogo – Lettore e Socio

Sabrina Montagnini – Lettrice e Socia

Annalisa Caravante – Scrittrice

Matteo Cotugno – Poeta

Gianni Lucini – Scrittore ed editore

Carlo Lottek – Scrittore

Claudio Lepri – Poeta e Fotografo

Simone Sonetti – Fotografo

 

Selezione per Antologia “Acqua dolce, acqua salata”

La chiusura del bando per l’invio delle opere è stata prorogata al 30 novembre.

L’acqua è un elemento vitale sia per l’esistenza sia come grande fonte di ispirazione per l’arte. Dunque abbiamo deciso di creare un bando di selezione per poesie con il tema “ACQUA DOLCE, ACQUA SALATA”, in collaborazione con l’Associazione MarEtna e la Casa Editrice Segni e Parole, con la partecipazione del Cenacolo della Poesia “Adelaide Cavallini”.

Potete scaricare il bando Qui.

Il bando si è concluso a Novembre 2017.  Chiediamo ai partecipanti di pazientare ancora qualche mese per conoscerne i risultati, l’Associazione si sta occupando di vari eventi. I selezionati per l’antologia saranno avvisati via mail di ogni dettaglio.

Grazie per l’attenzione!
Ass. Licenza Poetica

Perle di saggezza di Gabriele Peccati

L’ascensore si arrampica verso il reparto di ortopedia ed io rompo gli indugi. “Ti ricordi che giorno è oggi, Nonno?” Lui mi guarda inebetito, come se gli avessi appena chiesto se si può giocare a briscola da soli. “Lo sapevo, te lo sei scordato.” Gli infilo una piccola confezione regalo nella tasca della giacca di velluto. “Dalle questa e fai la faccia da pesce lesso”. Nella stanza affollata osservo i miei due ottuagenari preferiti. Nonna è ricoverata in ospedale con il femore fratturato. È caduta da una scala mentre spolverava.

Considera l’incidente come un segno divino e passa le sue giornate a recitare rosari. Nonno si annoia a lato della sedia a rotelle. L’ho strappato di primo mattino dal bar del paese e l’ho condotto in visita obbligata alla sua consorte. Lei decide di attaccare e gli fa notare che puzza di fumo. Lui prova a negare l’evidenza.

Seguono una decina buona di minuti dedicati alle filippiche della donna. Nonno promette solennemente che bagnerà i gerani tutti i giorni e che non lascerà stoviglie sporche per casa. Poi, con uno scenografico colpo di genio, estrae il pacchetto e glielo porge. Le dice solo “auguri”. Non ha la più pallida idea né di che ricorrenza si tratti né di cosa contenga. Nonna scarta il regalo e contempla le perle. Pensa al miracolo appena avvenuto. Si chiede come abbia fatto quel cialtrone del suo uomo a ricordarsi del loro sessantesimo anniversario di nozze. Nonno si compiace per la reazione gioiosa della sua principessa. Non vede l’ora di tornare alle sue partite a carte. Mentre scendiamo le scale del nosocomio, si accende una Marlboro e mi guarda. “Mi hai salvato” mi dice. “Poi ti restituisco quello che hai speso” aggiunge. So già che non rivedrò un euro, ma sono felice. Anche con l’inganno si può accendere un sogno.

 

Gabriele Peccati

Terzo classificato al Concorso “Prospettive differenti”

Sezione B – Racconto e fotografia

 

Biografia

Nato a Milano, laureato in Economia pentito e appassionato di letteratura “hard boiled”. Lavora come contabile in ambito No-Profit e nel poco tempo libero che rimane si diletta allenando giovani calciatori in erba. La sua vera ed unica specialità è quella di inventare favole per i suoi tre “piccoli”: Giovanni, Giacomo e Davide.

Il mio ritorno di Marinella Giuni

C’è una sola luce

che accende

la mia sera.

La tua finestra

quando illumina

la casa buia.

Dimmi che anche tu

hai amato

il mio ritorno.

 

Marinella Giuni

Terza classificata al Concorso “Prospettive differenti”

Sezione A – Poesia e fotografia

Fotografia dal titolo “Il mio ritorno” di Francesca Tornari

 

 Biografia

Vive a Voghera, da sempre. E’ un’accanita lettrice di romanzi gialli e poesie. Scrive da quando è adolescente. Ha studiato psicologia all’Università di Torino. E’ appassionata di calcio e tennis. E’ dipendente del Ministero della Giustizia e lavora presso il Tribunale di Pavia.

 

Boccioli di Cristina Allacciati

Giulia aveva tre anni e un sogno. Un desiderio piccolo come la sua età, delicata rosa spuntata un giorno di primavera sotto le sue ali da angelo. Il minuscolo bocciolo mutò negli anni le sue fattezze, mostrò timidamente i suoi petali eterei, per poi esplodere in tutta la sua bellezza, dipingendosi di cremisi. Giulia voleva ballare. Sognava di muoversi leggiadra su un palco, bianca e delicata come un cigno dal collo affusolato ma rossa dentro, come la sua rosa, per la passione che scoppiava in lei ogni volta che indossava le scarpette di raso.

Giulia è ora una ragazza quasi adulta; per anni ha innaffiato la rosa rossa con dedizione e sacrifici, con audizioni andate a segno, prova del suo talento. Ma un giorno il fiore prese tristemente fuoco; lo bruciò la sua insegnante, colei che avrebbe dovuto irrigarlo più di chiunque altro. Passò la fiamma sui petali ripetutamente, finché del sogno rimase solo cenere.

«Sei bassa, Giulia. Il tuo fisico non è adatto» disse più e più volte, con uno sguardo di profondo disprezzo e superiorità «Non sei perfetta. Non ce la farai mai». A molti suoi compagni di corso non furono risparmiate le stesse umiliazioni. Ci fu chi dimagrì, diventando il fantasma di se stesso. Chi non si accettò. Chi prese a pugni la vita, trovandosi pieno di lividi.

Giulia no, lei è forte. Ebbe il coraggio di abbracciare la sua bellezza e liberarsi pian piano da quella polvere di petali che nessuno poteva riportare intatti. La danza perse ogni attrattiva, marchiata a fuoco da chi non sapeva quanto eccezionale fosse essere diverso.

Giulia ha avuto l’enorme coraggio di cambiare strada e lungo il nuovo percorso spesso si accoccola nell’erba per raccogliere nuovi boccioli. Alcuni stanno già iniziando a screziarsi di cremisi.

 

Cristina Allacciati

Seconda classificata al Concorso “Prospettive differenti”

Sezione B – Racconto e Fotografia

 

Biografia

Diplomata in lingue straniere e pubblicità, ha lavorato come giornalista.
Della vita adora le mille forme d’arte, dalla poesia ai disegni, dalla natura ai profumi. Distratta e disordinata, solo perché nella sua testa sta nascendo qualche nuova idea.

Racchiudo la realtà in angoli retti di Claudio Lepri

Racchiudo la realtà in angoli retti per esaminarla senza timore:

linee diritte per una prigione i­n cui essere al sicuro.

Ma tu mi vuoi vivo: non semplice corpo animale

nell’ombra bruciante.

 

Mi leghi ad una trama di parole

sinuose, fragili ali per accogliere la realtà.

Leggerezza suggerisci, io invece infittisco

la trama d’ali per raggiungerti, e allora cado

 

di nuovo pesante, nel quadrato divenuto gabbia.

Deluso ti cerco, come amante infedele ti cerco:

il nome s’infrange sui vetri: ti vedrò ancora spalancare parole

vissute prima di me e non ancora nate?

 

Claudio Lepri 

Secondo classificato al Concorso “Prospettive differenti”

Sezione A – Poesia e fotografia

Biografia

Claudio Lepri si occupa di comunicazione e fotografia. Partecipa a collettivi fotografici. Ha realizzato corsi di fotografia e organizzato mostre fotografiche. Nel 2015 ha vinto il premio “Paroliere fotografico” a Ferrara ed è stato premiato in due edizioni (2015 e 2016) della Maratona Fotografica di Torino. Appassionato di poesia, ha partecipato a diverse antologie

Labirinti di Elisa Crosta

 

Il riflesso del sole tra le enormi colonne è accecante. Cammino piano, la terra del sentiero attutisce i miei passi.

Sento solo il fruscio delle foglie lontane, il vento leggero tra i rami più deboli.

Ho sempre avuto paura del silenzio. La notte non ho mai temuto il buio; prima di dormire, sentivo i rumori dalla cucina, mia madre parlare, la televisione accesa, il cane al piano di sopra. La paura arrivava soltanto quando d’improvviso mi svegliavo e non sentivo più nulla.

Cerco di pensare ad altro, concentrarmi sulla meta; guardo attentamente ogni angolo del labirinto di archi. Mi prude la gola, la lana del maglione pizzica e il sole invernale preme sulle tempie. Vorrei tossire ma non posso, ingoio la saliva e continuo a camminare.

Conosco questo posto, siamo già stati qui ma oggi, per la prima volta, sono solo, tocca a me.

Un rumore, una pietra che cade, un passo. Mi volto di scatto, guardo alle mie spalle tra le colonne più vicine. Non vedo nulla. Vorrei avere accanto mio fratello, più grande, più forte. Insieme a lui non ho paura di nulla, anche in mezzo a loro.

Ma ho deciso io di andare da solo, è il mio momento. Devo essere un leone a caccia delle sue prede, un leopardo velocissimo, devo vincere. In lontananza la tana, la salvezza, la gloria della vittoria o la straziante delusione di un fallimento.

Respiro, gonfio il petto, cammino con passi più svelti e sicuri.

Attraverso deciso le ultime arcate, tra i pilastri di pietra freddi. È la direzione giusta.

Sono loro: il riflesso delle ombre sul muro di roccia, immobili. La punta di una scarpa da tennis blu. Un ultimo passo deciso, quasi senza respirare, punto le mani sulle pietre, li vedo, urlo con tutta la forza che ho “Visto Pietro, visto Mattia!”

Corro con il cuore in gola verso la tana. Oggi vinco io!

 

Elisa Crosta

Prima classificata al Concorso “Prospettive differenti”

Sezione B – Racconto e Fotografia

 

 

Biografia

Vive e lavora tra Genova e Roma. E’ laureata in Comunicazione di massa all’Università di Torino. Scrive per passione, da sempre. Ha seguito alcuni corsi di scrittura. Da poco ha iniziato a partecipare ai Concorsi Letterari, ottenendo significativi risultati.

Prospettive differenti di Valentina Imperiu

 

Sfioro gli ultimi resti del tuo delirio.

Sottane di terra franano sull’ultima voglia.

Sei pioggia di marmo sugli occhi nudi.

Scheggia che sanguina.

 

Ricordi tannici

mi osservano ai margini della disperazione.

Un altro bicchiere di nostalgia in gola.

Un’altra dose di spine…

 

Il treno ha deragliato sulle rotaie interrotte del tuo cielo.

Le asole si riempiono di nuovi bottoni.

Il vizio della tua bocca cammina sulla lingua dei suoi passi.

 

Cinque litri d’inferno nelle vene.

Trentasei angoli di cella da scordare.

 

Prospettive differenti.

Sono Bacco.

Sogghigno ebbro dal calvario d’edera e pampini che m’ingoiano.

E tu, vita mia, non sai morire…

 

Valentina Imperiu 

Prima classificata al Concorso “Prospettive differenti”

Sezione A – Poesia e fotografia

Fotografia dal titolo “Riflessioni alcoliche” di Maurizio Ingrosso

 

Biografia

Vive a Cagliari. Di recente ha estratto dal cassetto le sue vecchie poesie e il coraggio di proporle al mondo. È stata inserita nel blog Voci di Poesia; ha partecipato a varie antologie collettive. Ha pubblicato la sua prima silloge di poesie “Pensieri Sconnessi” che è stata tradotta in inglese “Disconnected Thoughts”.