UNA FINESTRA A NEW YORK

New York ha milioni di finestre. Nelle passeggiate pomeridiane sulla High Line che serpeggia fra le case all’altezza dei primi piani, amo osservarne una, priva di tende, con vetri quadrati incorniciati da infissi neri. Intravedo un salotto, un tavolo in legno, un divano con cuscini colorati e un’alogena che diffonde una luce soffusa. Vedo spesso un bambino girato di spalle. Avrà una decina d’anni, capelli castani, corporatura esile. Disegna o scrive, forse fa i compiti; a volte si sposta nella stanza camminando o saltellando in un gioco solitario. Sembra un piccolo elfo. Prima di arrivare al punto in cui scorgerò la finestra, gioco a indovinare se lo vedrò o se la stanza sarà vuota. Una volta era affacciato, il viso tra le mani, i gomiti appoggiati sul davanzale: osservava distrattamente le persone che transitavano. Sembrava non vedere nessuno, aveva l’espressione annoiata, ignaro che una vecchia signora lo stesse guardando. Poi si girò e riprese a disegnare. Vorrei sedere con lui sul divano dai cuscini colorati; gli racconterei storie di re e regine, di fate e streghe, accarezzandolo sulla testa dai capelli lisci e sottili. O forse sarebbe lui a raccontarmi strane storie di eroi che non conosco. David. Lo chiamo così e, mentre passeggio, dentro di me, parlo con lui, immaginando di tenerlo per mano. È un bimbo solo in una grande casa e ne percepisco l’infelicità; forse i genitori sono al lavoro e la colf impegnata altrove. O David è, al contrario, un bimbo felice e non ne vuol sapere di racconti ammuffiti. Forse l’infelicità che avverto è la mia, ma non mi abbatto: ogni pomeriggio, passeggiando sulla High Line, ho un appuntamento con la finestra di David. Sogno che mi saluti e gridi, aprendo i vetri: “Vieni, nonna Iris!”

Aurelia Rossi

Prima classificata al Concorso “Finestre sul mondo”

Sezione B – Racconto e fotografia

Biografia

Nata a Cremona, è psicoterapeuta. Insegna psicologia dinamica presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Ravenna (sezione staccata di Mantova) e presso il Centro di Psicoterapia Psicoanalitica di Calvatone (CR). Ha pubblicato vari libri.

Menzione

Una visione che è un percorso, breve e significativo, condotto nella penombra dove i contorni netti sfumano nella luce soffusa. Un bambino che è anima dell’esistenza, caratterizzata da questo procedere nella mutabilità incessante dell’essere e dell’esistere, della rivelazione e dell’offuscamento, un’incertezza simbolicamente incarnata nel suo divenire, costante sogno. È la magia della scrittura che si innerva in queste righe nelle quali il vero e l’illusione diventano indistinguibili.

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